Il Parco Burgos

Il Parco Burgos, la splendida location che è uno dei segreti del successo della sagra, ha da sempre avuto un ruolo particolare per i giovani di Castions. Per molti è stato un rifugio dove andare con gli amici a discutere questioni di cuore lontano da orecchi indiscreti, la cornice del primo bacio, il posto ideale dove si chiudevano pomeriggi passati a giocare nel campetto della chiesa con gli amici, seduti sulle panchine, magari sorseggiando la birra comprata dal Narci e pagata da chi aveva perso.
Quando non c’erano i telefonini ci si ritrovava in posti che dovevano essere definiti prima ed il parco era uno di questi posti, durante l’estate era il posto preferito, assieme al bar o al monumento.
La storia del Parco la conosciamo tutti, donato alla comunità dalla contessa Burgos, fu ripulito e sistemato dagli Alpini nei lontani anni ‘80. Tutta gente del paese, volontari che negli anni seguenti si presero la briga di tenerlo curato ed in ordine.
All’inizio l’intervento degli alpini doveva ancora venire e quell’area si presentava ancora come un bosco invaso dai rovi; qualche anno dopo, la situazione era cambiata, il parco era diventato il Parco con la sua bella manutenzione fatta dagli Alpini e con lo sfalcio regolare di Alfredo Borean; per gli adolescenti quello era uno dei principali posti di ritrovo per le varie compagnie di giovani del paese. Ad onor del vero infatti, furono per primi i giovani ad apprezzarlo e scoprirlo e qualcuno di noi ci è andato anche a fare l’allenamento con i giovanissimi o con l’under del Doria nella preparazione pre-campionato quando c’era da far-fiato ed ogni percorso alternativo ai giri di campo era ben gradito.
Quando nacque l’idea della sagra, la scelta del posto fu una questione primaria. Il ciclo precedente della sagra si era svolto nell’area che adesso è il parcheggio dell’agraria e che nel ‘93 era già asfaltata ed adibita a parcheggio, quindi non ci sembrava più adatta. Altre serate di musica erano state organizzate dietro alle scuole, usando il campo da pallacanestro come pista, ma anche quella location non ci sembrava adatta, come non lo era la Gravuta, troppo distante dal paese per essere funzionale ad una sagra che si riprometteva di coinvolgere soprattutto la gente di Castions.
Messa così sembrerebbe che la scelta del parco sia stata una scelta venuta per esclusione, ma in realtà quella era la prima scelta; dove avremmo potuto trovare una cornice così, con il laghetto ed il fiume che ricordava la vecchia sagra, quella con la pista da ballo sopra il Castellana di cui ci avevano parlato i nostri genitori…, e poi sarebbe stata anche l’occasione di far scoprire il Parco ai castionesi che nei primi anni non si erano quasi accorti di avere un posto così a due passi da casa.
Era una scelta con le sue implicite complicazioni, strutture difficili da montare e da mettere a livello, percorsi da mettere in sicurezza, difficile da illuminare e quant’altro, ma quel posto in fondo era il posto più bello e le difficoltà non potevano fermare un gruppo di ragazzi motivati a rimettere in piedi la sagra a Castions.
Dopo la prima “cena del paese”, dove molti castionesi scoprirono per la prima volta il Parco Burgos, fu chiaro che la sagra si doveva fare lì e già dal primo anno iniziarono le campagne di volontariato serale, del sabato e della domenica a tagliare l’erba, ripulire il fiume, sistemare i percorsi, montare le strutture, mettere in bolla la pista, rifornire i chioschi per poi smontare tutto alla fine di agosto.